Sbagliamo se riteniamo eterno il nostro materasso, se pensiamo che sia invulnerabile allo scorrere del tempo. Forse non ce ne rendiamo conto, supponendo che quel confortevole giaciglio sarà sempre pronto ad accoglierci al termine di ogni nostra giornata, ma anch’esso ha un suo ciclo di vita e prima o poi arriva il momento in cui, per salvaguardare la nostra salute, ci troviamo costretti a salutare questo fedele compagno. Spesso, infatti, sono proprio i mal di schiena acuiti da un materasso troppo vecchio a dirci che è venuto il momento di cambiare.

La durata di un materasso è difficile da calcolare con esattezza. Si può però dire che, secondo una regola generale, è bene effettuare la sostituzione in un intervallo di tempo compreso tra i 7 e i 10 anni dalla data di acquisto. A riguardo ha molta importanza il materiale di cui è composto il nostro materasso. Sette anni è la durata media di un materasso a molle, trascorsi i quali aumentano le possibilità di cedimenti della struttura interna. Se invece riposiamo su un materasso in lattice, potremo dormire sonni tranquilli per un massimo di 8 anni, che diventano 10 qualora l’interno del nostro giaciglio sia composto di memory foam o di poliuretano espanso. Se questa è la regola generale, è bene però considerare altri fattori che vanno a incidere sulla durata del nostro materasso e che passiamo a elencare di seguito:

Affossamento | Superficie irregolare | Dolori | Muffe & acari

Donna osserva lo spessore di un materasso

Affossamento del materasso

Uno dei segnali maggiormente indicativi del fatto che il nostro materasso è giunto al capolinea è dato dalla formazione, sulla superficie dello stesso, di uno o più affossamenti. Si tratta di vere e proprie cavità che si creano con il passare del tempo e sono dovute al peso del nostro corpo che, a lungo andare, va a incidere sulla struttura interna del giaciglio. Quando si nota per la prima volta un avvallamento si può procedere a capovolgere il materasso, continuando così a dormire sulla superficie opposta a quella solitamente utilizzata. Questa soluzione è però di breve efficacia; lo scorrere del tempo non fa sconti a nessuno, neppure al nostro materasso: resici conto che continuare a ribaltarlo è inutile, dovremo accettare l’idea di sostituirlo. Di sicuro, però, un materasso a molle indipendenti garantisce una durata maggiore e la possibilità di isolare eventuali problemi in una delle zone di cui si compone.

Superficie non regolare né uniforme

I danneggiamenti della struttura interna possono causare non soltanto avvallamenti, ma anche altri tipi di irregolarità. Talvolta, questi danneggiamenti interni possono essere invisibili, ma ciononostante incidono sull’uniformità della superficie del nostro materasso e possono avere ripercussioni sul nostro benessere. Dormire senza garantire stabilità alla schiena e al collo potrebbe provocarci dolori articolari con conseguenze dannose nel tempo, per evitare le quali è bene provvedere a sostituire il nostro materasso. A cosa è dovuta l’irregolarità della superficie del nostro materasso? Anche in questo caso, come dicevamo, il problema è da riscontare nella struttura interna. Se dormiamo su un materasso a molle, è possibile che una o più di queste siano saltate; se invece all’interno del nostro giaciglio c’è schiuma, lattice o fibre, può darsi che questi materiali, usurandosi, abbiamo perso compattezza.

Mal di schiena e arti intorpiditi

donna dolorante alla cervicale

Ci svegliamo con il mal di schiena? Al risveglio abbiamo la sensazione che i nostri arti siano intorpiditi e che il sonno non ci abbia affatto ristorati? Questi tre campanelli d’allarme ci indicano chiaramente che dobbiamo cambiare materasso. Mal di schiena, arti intorpiditi e stanchezza generalizzata non sono sintomi riconducibili unicamente alla qualità del nostro sonno, ma di certo un materasso inadatto può acuire questi problemi. Anche in questo caso, è quindi opportuno non indugiare e procedere senza ripensamenti a un nuovo acquisto.

Attenzione a funghi, acari e muffe

Quale che ne sia la struttura esterna e interna, il materasso risente del contatto con il nostro corpo. Sia d’estate che d’inverno, nel corso della notte le nostre secrezioni corporee vengono assorbite dal materasso, con il rischio proliferazione di funghi e muffe. Per giunta, il materasso costituisce l’ambiente congeniale agli acari, piccole aracnidi che si nutrono di frammenti di pelle e forfora, di peli e di unghie. La durata dei materassi cresce se la struttura è tale da garantire micro-ventilazione e micro-areazione, che creano un ambiente più ostico ai parassiti e più confortevole a noi.

Le comuni norme igieniche, che prevedono un frequente cambio di lenzuola e l’aerazione del nostro materasso, possono aiutare tanto ma non offrono una garanzia eterna. Ecco perché, dopo una decina d’anni, o anche prima qualora il nostro giaciglio presenti sgradevoli macchie, è opportuno provvedere a cambiare il materasso.